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Civitavecchia, Roma
IL GIORNO 19 APRILE 2010 TUTTI GLI ESPONENTI E GLI ISCRITTI LASCIANO IN MASSA L'ITALIA DEI VALORI DANDO LE DIMISSIONI. IN MASSA SONO RIMASTI ALL'INTERNO DEL POLO CIVICO. PER CONTINUARE A SEGUIRCI VISITATE IL SEGUENTE LINK: http://polocivicocivitavecchia.blogspot.com

lunedì 23 febbraio 2009

PER LA VITA E CONTRO LA TORTURA DI STATO

Il giorno 21 febbraio a Piazza Farnese (Roma) alle ore 15,00 si è svolta la manifestazione, promossa da Micromega, “Per la vita e contro la tortura di Stato”. Si è trattata di una manifestazione che ha coinvolto migliaia di persone tra cui numerosi appartenenti ad associazioni come Associazione Luca Coscioni, Grilli Romani e non poteva mancare la presenza dell’Italia dei Valori. Anche noi della sezione IDV-Civitavecchia ci siamo recati sul luogo ed abbiamo ascoltato con grande interesse le numerose persone che hanno dato vita a questa manifestazione, tra cui: Andrea Camilleri, Nina Welby, Lorenza Carlassare, Paolo Flores D’Arcais, Pancho Pardi, Stefano Rodotà, Beppino Englaro e tanti altri. Noi dell’IDV siamo scesi in piazza senza bandiere e senza simboli di partito, perché crediamo fermamente che questa sia una battaglia che vada oltre l’appartenenza politica e riteniamo giusto e doveroso fare squadra. Il diritto ad una vita dignitosa appartiene a tutte le persone, così come il diritto ad avere una morte dignitosa. In questo lo Stato non può esprimere giudizio e qualora ci sia il testamento biologico deve essere preso in considerazione, perché quel testamento è l’ultima volontà di una persona e, come tale, deve essere rispettata. La nostra vita non appartiene né allo Stato né alla Chiesa, appartiene solo a noi stessi; con il disegno di legge il Presidente del Consiglio vuole togliere al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato. Rendendo obbligatoria l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, viene imposta per legge la tortura ad alcuni malati terminali. Per imporre questa legge il Presidente del Consiglio ha chiaramente affermato che è disposto a modificare la Costituzione Italiana ed è dovere democratico di ogni cittadino dire “Basta!”. Tra le persone vi erano numerosi membri della Comunità Cristiana di Base che distribuivano dei volantini attraverso cui esprimevano la loro posizione “Non possiamo condividere il disegno di legge della maggioranza parlamentare sul testamento biologico: né come cittadini, né come credenti. In esso si configura la sottrazione del nucleo più prezioso e intimo della nostra esistenza e della nostra stessa fede”. Tale Comunità CdB non si sta allontanando dal Vangelo, ma dal Papa che ha affermato la sua totale opposizione all’eutanasia “si tende a privilegiare le capacità operative, l’efficienza, la perfezione e la bellezza fisica a detrimento di altre dimensioni dell’esistenza non ritenute degne. Viene così indebolito il rispetto che è dovuto a ogni essere umano, anche in presenza di un difetto nel suo sviluppo o di una malattia genetica che potrà manifestarsi nel corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei figli la cui vita è giudicata come non degna di essere vissuta”.
Qualora una persona abbia espresso la volontà di interrompere qualsiasi trattamento artificiale che lo tenga in vita la Chiesa obbietta, perché vuole salvaguardare il diritto di sopravvivenza. L’incoerenza sussiste quando si parla di nascita di vite umane mediante la procreazione assistita, perché la Chiesa, in questo caso, è contraria all’inseminazione artificialmente. Se riuscissimo a raggiungere il livello di altri Paesi Europei: Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Danimarca e Spagna la procreazione assistita potrebbe essere un beneficio per tutte le coppie eterosessuali ed omosessuali. Purtroppo l’Italia è distante anni luce dagli altri Paesi Europei e, anche per questo, noi dell’Italia dei Valori continueremo a batterci e a lottare. Pretendiamo una legge sul testamento biologico che rispetti la libertà di coscienza e, nel caso questo non accadesse, proporremo un referendum dando ai cittadini la possibilità di scegliere, perché saremo dinnanzi ad una futura legge incostituzionale che viola i diritti delle persone. DIRETTIVO IDV - Civitavecchia.

venerdì 20 febbraio 2009

1° CORSO DI FORMAZIONE POLITICA

1° CORSO DI FORMAZIONE POLITICA
25 – 26 Aprile 2009
Hotel NOVA DOMUS – Ponzano Romano (RM)

Il Corso di formazione politica dell’Italia dei Valori vuole essere un momento in cui le persone, che si avvicinano alla politica, hanno la possibilità di scoprire quei meccanismi che regolano la vita politica/amministrativa della nostra Nazione.

Troppo spesso si affronta un’avventura politica senza sapere quali sono le regole più elementari che un futuro amministratore deve sapere; esempio:
• Cosa è un ordine del giorno
• Cosa è una mozione
• Quali sono le competenze dei comuni, province , regioni ecc.
• Come vengono assegnati gli aiuti europei
• Ed altro ancora

Chiaramente in questi due giorni non si possono dare tutte le nozioni tali da far affrontare, specialmente ai giovani, una vita politica consapevole, ma sicuramente si metteranno le basi per affrontare un iter politico sapendo che ci sono molti argomenti che avranno bisogno di approfondimenti ed è anche un modo di superare quell’impatto iniziale al quale deve far fronte chi, per la prima volta, viene eletto in qualsiasi organismo, sia politico sia amministrativo.

Inoltre il Corso potrà essere un momento di confronto e di dibattito tra chi ha già avuto esperienze e chi è alle prime armi ed anche un momento per rinsaldare quelle conoscenze che, molte volte, sono alla base di una proficua collaborazione in una formazione politica; per questa ragione si è voluto tenere le sessioni del Corso in un albergo fuori Roma, in modo da creare quella giusta atmosfera di attenzione che permetterà di essere più presenti e partecipativi.

Una casa va costruita dalle fondamenta e questo primo incontro vuole essere la “gettata di cemento” che permetterà la formazione di solide basi per una classe politica consapevole ed efficiente.


Maggiori informazioni sul sito internet: http://www.idv-lazio.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=127&Itemid=75

IDV - Civitavecchia

BALLE CAMPANE - Le Bugie di Silvio.

domenica 15 febbraio 2009

L’IPOCRISIA DIETRO UNA BUONA AZIONE (scritto il 09 Febbraio 2009)

Il giorno 10 febbraio verrà votato il Ddl Englaro, nonché il disegno di legge che vieta la sospensione dell’alimentazione forzata come nel caso di Eluana Englaro. Si tratta di un iter lampo “salva-salvabile”, poiché da martedì scorso è stata sospesa la nutrizione e sono stati rispettati, in maniera rigorosissima, tempi e modalità del protocollo definito al momento del ricovero di Eluana Englaro a “La Quiete” di Udine per l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione. La situazione che si è venuta a verificare è uno spaccato tra politici favorevoli all’attuazione del Ddl ed altri contrari, come se la parola del padre, che ha vissuto questa lunga esperienza di non vita e non morte della figlia, non avesse alcun valore.
Il signor Englaro sta rispettando la volontà di sua figlia, la quale sosteneva che qualora un giorno fosse rimasta in stato vegetativo avrebbe preferito morire, perciò il padre è l’unica persona che, proprio perché ama sua figlia, vorrebbe placare la sofferenza di Eluana, ma per altri sarebbe un assassino, un omicida o per altri ancora un cattivo padre.
Il governo sta strumentalizzando una situazione personale per spostare l’attenzione dei cittadini da problemi o situazioni di maggior importanza. Forse qualcuno non se ne è reso conto, ma in questi giorni in cui i telegiornali nazionali hanno parlato a lungo del Caso Englaro, per di più fatto personale che colpisce solo ed esclusivamente la famiglia Englaro, pochi giorni fa è stato approvato, con 154 voti favorevoli, 135 contrari e 1 astenuto, l’Art. 39 del Ddl sulla Sicurezza che dà la possibilità ai medici di denunciare i clandestini che si rivolgono per cure alle strutture sanitarie pubbliche. E’ evidente che in questo caso la difesa della vita passa in secondo ordine. Tale norma prevede il carcere fino a 4 anni per i clandestini che rimangono sul territorio nazionale e l’istituzione della tassa per il permesso di soggiorno che varia da 80 a 200 euro. Sempre facente parte dell'Art. 39 del Ddl sulla Sicurezza è stata approvata l’istituzione di Ronde Padane: si tratta di ronde cittadine non armate. Gli enti locali potranno avvalersi della collaborazione di "associazioni volontarie di cittadini" per segnalare "eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana, ovvero di situazioni di disagio sociale alle Forze dell’Ordine".
Ebbene siamo arrivati quasi alla frutta, basti pensare che qualora i clandestini non si rechino nelle strutture sanitarie pubbliche per sottoporsi a cure mediche, si potrebbe andar incontro alla proliferazione di malattie contagiose. Il diritto alla salute deve essere un diritto a prescindere dal paese di provenienza. Riguardo alle Ronde Padane non noto alcun genere di differenza con la “Protezione Civile” che opera al Nord, poiché entrambe non sono armate e sono in stretto contatto con le Forze dell’Ordine. Si spera solamente che abbiano la responsabilità nell’indossare una divisa e che superino, con esito positivo, esami psicologici. Al contrario di come vuole apparire questo Governo è senza scrupoli. Sara Fresi - Membro del Direttivo Provinciale I.D.V.

giovedì 5 febbraio 2009

VIDEO "CONSIGLIO COMUNALE SULLA VIOLENZA ALLE DONNE"

Video inerente il "Consiglio Comunale sulla Violenza alle Donne". SIT-IN Campidoglio (Roma) dell'Italia dei Valori: http://www.romauno.tv/newsvideo.php?id=4365