Ci riesce difficile comprendere che vi siano ancora persone che possano avere delle perplessità sulla questione della Bretella A12 – Porto. Ci riferiamo ad alcune esternazione di ambientalisti in cui venivano esposte delle vere e proprie preoccupazioni immotivate “Vista l’altezza di oltre 40 metri dei piloni di cemento armato sulla quale viaggeranno carichi speciali si pone inevitabilmente anche un problema di sicurezza di tutta quella zona che sarebbe attraversata da una strada che di fatto si trova in una zona ormai al centro della città sopra ad un parco pubblico con tanto di stadio dell’Hockey, del canile municipale, di una riserva naturale e di importanti resti monumentali. Il danno sarebbe di una gravità inaudita” successivamente hanno affermato “La strage di Viareggio faccia riflettere gli accaniti fautori del fare. Gli affari propri, non certo quelli dell’interesse della collettività”.
Vorremmo fare alcune riflessioni sulla base di quanto è stato detto: ci si spaventa dell’altezza dei piloni (dovute a necessità tecniche) quando andando in Liguria, precisamente a Genova ci sono ponti e strade più alti di 40 metri, anche se esteticamente potrebbero lasciare a desiderare, sono fondamentali per i collegamenti stradali e ferroviari. Riguardo ai trasporti pericolosi in partenza dal porto, se per disgrazia dovesse esserci un incidente sarebbe comunque devastante e non si capisce perché sarebbe particolarmente grave se questi trasporti percorressero la Bretella A12. Se vogliamo estremizzare è come dire che se per ipotesi cade un aereo in un centro abitato situato nei pressi di un aeroporto spostiamo l’infrastruttura in un altro luogo. Qui si sfiora l’assurdo. Comunque la normativa per il trasporto dei carichi pericolosi prevede dei percorsi volta per volta appositamente studiati.
Non si può paragonare la zona della Fiumaretta come un luogo al “centro della città” con la presenza di un parco pubblico e di uno stadio dell’Hockey. Forse non ce ne siamo accorti che lì c’è un parco pubblico, anche se obiettivamente sembra una vera e propria sterpaglia; riguardo alla frequentazione non ci risulta tutto l’affollamento che alcuni sostengono. Se fosse un parco sarebbe una ragione in più per non frequentarlo a causa della situazione di degrado e di isolamento in cui la zona versa. Paragonare quel luogo a “centro della città” è errato, perché se i parchi e gli stadi sono luoghi di ritrovo e d’aggregazione ciò non significa che debbano essere situati nei centri cittadini. Riportiamo di seguito alcuni stadi sportivi e parchi situati in periferia di alcune delle più importanti località italiane: Bari – Stadio di calcio S. Nicola; Mestre – Stadio di calcio F. Baracca; Modena – Parco Amendola Nord; Mantova – Ippodromo; Roma – Ippodromo di Capannelle; Lecce – Stadio di calcio Via del Mare e tanti altri ancora.
Riguardo i resti archeologici, questi non subiranno danni, poiché è previsto che le strutture della Bretella A12 non danneggino le attuali presenze archeologiche. Un progetto con ben 31 allegati è studiato nei minimi dettagli, soprattutto dal punto di vista della tutela ambientale.
Evitate di strumentalizzare la strage di Viareggio per sostenere tesi prive di fondamenta e, se dobbiamo dirla tutta, il disastro ferroviario è avvenuto nei pressi della stazione (a causare il deragliamento sarebbe stata una rottura dell’asse di vagone, cosa da attribuire alla scarsa manutenzione del vagone) e non ha alcun senso paragonarlo con un’opera futura come la Bretella. Attualmente si sta facendo allarmismo su qualcosa che non c’è se non come progetto. Perché rinunciare ad un’opera in grado di decongestionare il traffico da e per il porto e che decongestionerebbe strade come via Terme di Traiano, V.le G. Baccelli, Strada della Mediana, Via G. Garibaldi, C.so Marconi, e ridurrebbe il tasso di smog? Dovrebbe essere questo un tema caro agli ambientalisti: la riduzione d’inquinamento!
Se i partiti dell’opposizione che fino a dieci anni fa sostenevano a spada tratta quest’opera ed oggi si scagliano contro c’è qualcosa che non và! Le cose sono due: o è una strumentalizzazione politica solo perché non sono in amministrazione come maggioranza oppure dimostrano incapacità di programmazione urbanistica del territorio, scarsa lungimiranza e questo è ancora peggio.
Noi non facciamo gli interessi di pochi, perché sosteniamo e portiamo avanti progetti, rivolti al bene della città, realizzati da persone qualificate e nel caso in cui dovevamo fare i nostri interessi non saremmo stati così bravi da manipolare un fatto grave come il disastro di Viareggio per sostenere una nostra tesi. IDV - Civitavecchia.
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- Civitavecchia, Roma
- IL GIORNO 19 APRILE 2010 TUTTI GLI ESPONENTI E GLI ISCRITTI LASCIANO IN MASSA L'ITALIA DEI VALORI DANDO LE DIMISSIONI. IN MASSA SONO RIMASTI ALL'INTERNO DEL POLO CIVICO. PER CONTINUARE A SEGUIRCI VISITATE IL SEGUENTE LINK: http://polocivicocivitavecchia.blogspot.com
domenica 19 luglio 2009
DOBBIAMO OPPORCI ALLA RETE IMBAVAGLIATA
Il giorno 14 luglio a Piazza Navona (Roma) è stata organizzata una manifestazione pacifica di protesta a cui ha aderito anche l’Italia dei Valori e tra i presenti c’era un lustrissimo personaggio del mondo universitario, il Professore Derrick de Kerckhove guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Il Professore ha affermato che l’Italia ha due modelli da seguire: quello statunitense in cui la Rete è stata fondamentale per le elezioni del Presidente Obama, oppure quello cinese dove le persone vengono sterminate se si oppongono e reagiscono a forme di controllo.
“Tutta la società civile dovrebbe opporsi a quest’atto di antidemocrazia in cui vengono messe a repentaglio le nostre libertà civili. Il Ddl Alfano contiene l’obbligo di rettifica anche per i blog e se questo venisse esteso a tutti quelli di matrice politica o non politica si metterebbe un bavaglio, un vero e proprio silenziatore alla libera espressione su internet. Se non si adempie a questo obbligo entro 48 ore comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire. La Rete è un grande mezzo di comunicazione di massa attraverso il quale l’uomo è in grado di diffondere il proprio pensiero e recentemente il Parlamento Europeo e il Consiglio Costituzionale Francese l’hanno definito un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino. E’ doveroso ricordare che l’Italia è al quarantaquattresimo posto nelle classifiche internazionali sulla libertà d’informazione. Sono convinta che dovremmo seguire un modello occidentale, un modello basato sullo sviluppo, sulle innovazioni e non voltarci con lo sguardo verso il passato, verso il fascismo. Sì, perché a quell’epoca la stampa veniva sottoposta a controlli e spesso anche censurata e la radio era in stretta collaborazione con il fascismo. Concludo dicendo che se il buongiorno si vede dal mattino qui si va verso il viale del tramonto”. IDV - Civitavecchia.
“Tutta la società civile dovrebbe opporsi a quest’atto di antidemocrazia in cui vengono messe a repentaglio le nostre libertà civili. Il Ddl Alfano contiene l’obbligo di rettifica anche per i blog e se questo venisse esteso a tutti quelli di matrice politica o non politica si metterebbe un bavaglio, un vero e proprio silenziatore alla libera espressione su internet. Se non si adempie a questo obbligo entro 48 ore comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire. La Rete è un grande mezzo di comunicazione di massa attraverso il quale l’uomo è in grado di diffondere il proprio pensiero e recentemente il Parlamento Europeo e il Consiglio Costituzionale Francese l’hanno definito un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino. E’ doveroso ricordare che l’Italia è al quarantaquattresimo posto nelle classifiche internazionali sulla libertà d’informazione. Sono convinta che dovremmo seguire un modello occidentale, un modello basato sullo sviluppo, sulle innovazioni e non voltarci con lo sguardo verso il passato, verso il fascismo. Sì, perché a quell’epoca la stampa veniva sottoposta a controlli e spesso anche censurata e la radio era in stretta collaborazione con il fascismo. Concludo dicendo che se il buongiorno si vede dal mattino qui si va verso il viale del tramonto”. IDV - Civitavecchia.
mercoledì 15 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
LEGGE SICUREZZA?
Il giorno 2 Luglio 2009 il Ddl Sicurezza è stato approvato in via definitiva dal Senato ed è diventato legge (157 si, 124 no e 3 astenuti). Il pacchetto sicurezza comprende, tra le altre cose: l’introduzione del reato di immigrazione clandestina; il prolungamento fino a 180 giorni degli extracomunitari che entrano in Italia senza permesso di soggiorno in Centri di Identificazione ed Espulsione; l’istituzione delle ronde cittadine.
Noi della sezione locale Italia dei Valori siamo contrari alla Legge Sicurezza per le seguenti ragioni: l’introduzione del reato di immigrazione clandestina prevede che il soggetto non rischi l’arresto ma un’ammenda dai 5.000 ai 10.000 euro (un immigrato che viene in Italia, perchè vive nel profondo disagio economico, non può avere a disposizione quella somma di denaro).
I Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), chiamati precedentemente Centri di Permanenza Temporanea (CPT) sono strutture istituite in ottemperanza a quanto disposto all'articolo 12 della legge Turco-Napolitano (L. 40/1998) per ospitare gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera” nel caso in cui il provvedimento non sia immediatamente eseguibile ed hanno la funzione di consentire accertamenti sull’identità di persone trattenute in vista di una possibile espulsione, ovvero di trattenere persone in attesa di un’espulsione certa.
Pensare che sono migliaia gli immigrati clandestini presenti sul territorio nazionale e i CPT o CIE attualmente sono: Bari-Palese, area aeroportuale – 196 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Bologna, Caserma Chiarini – 95 posti. Ente gestore: Confraternita della Misericordia; Brindisi: Contrada Restino; Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 96 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros; Crotone: Sant' Anna, Isola Capo Rizzato; Gradisca d'Isonzo: ex caserma Polonio, via Udine; Lamezia Terme – 75 posti. Ente gestore: Cooperativa “malgrado Tutto”; Lampedusa: Nuovo CSPAII (Centro di Soccorso e prima accoglienza immigrati irregolari) Contrada Imbriacola nel sito ex Caserma EI, costruito ex novo secondo criteri dedicati; Gradisca d’Isonzo – 136 posti. Ente gestore: Consorzio Connecting People; Milano, Via Corelli – 112 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Modena, Località Sant’Anna – 60 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros; Ragusa: ex-Somicem Agip, via Colajanni; Roma, Ponte Galeria – 300 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Torino, Corso Brunelleschi – 92 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Trapani, Serraino Vulpitta – 57 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros.
È necessario ricordare i fatti accaduti nel Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Lampedusa in seguito alla sua trasformazione in Centro di Identificazione ed Espulsione. Durante il mese di febbraio in diverse occasioni i migranti, trattenuti presso il Centro già da diversi mesi, fecero scioperi della fame e compirono atti di autolesionismo (ingestione di oggetti metallici, quali lamette, ecc.); almeno quattro sono stati trasferiti negli Ospedali di Trapani e Palermo, altri, feriti, sono stati soccorsi all’interno del Centro.
L’istituzione delle ronde cittadine è una sorta di giustizia fai da te, perché verrà dato modo ai cittadini di occuparsi di sicurezza e come ai tempi del fascismo, anche questa volta, le squadracce sono coperte dallo Stato, anzi a differenza di allora, in cui la copertura era solo politica, ora sono tutelate da una legge statale. Se lo Stato ha diminuito l’organico e i mezzi alle forze dell’ordine, come faranno queste ultime a occuparsi anche delle ronde? Lo spiega il Segretario Generale del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) Nicola Tanzi che è perplesso per ciò che concerne le ronde e per il reato di clandestinità “Perplessità che derivano dalla consapevolezza di non poter far fronte all'aumento di lavoro che si determinerà per le forze dell'ordine a causa della mancanza di risorse economiche, di uomini e di mezzi. - spiega Tanzi - Le ronde causeranno, infatti, un aumento delle chiamate ai numeri di emergenza, a cui difficilmente riusciremo a far fronte. Il reato di clandestinità, che non ci vede pregiudizialmente contrari, determinerà, invece, - sostiene il sindacato di polizia - delle incombenze di natura operativa e burocratica gravose”.
Noi dell’Italia dei Valori siamo convinti che la sicurezza del cittadino sia un bene prezioso che va perseguito con responsabilità e misura, ma senza sacrificare i diritti umani e la solidarietà. IDV - Civitavecchia.
Noi della sezione locale Italia dei Valori siamo contrari alla Legge Sicurezza per le seguenti ragioni: l’introduzione del reato di immigrazione clandestina prevede che il soggetto non rischi l’arresto ma un’ammenda dai 5.000 ai 10.000 euro (un immigrato che viene in Italia, perchè vive nel profondo disagio economico, non può avere a disposizione quella somma di denaro).
I Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), chiamati precedentemente Centri di Permanenza Temporanea (CPT) sono strutture istituite in ottemperanza a quanto disposto all'articolo 12 della legge Turco-Napolitano (L. 40/1998) per ospitare gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera” nel caso in cui il provvedimento non sia immediatamente eseguibile ed hanno la funzione di consentire accertamenti sull’identità di persone trattenute in vista di una possibile espulsione, ovvero di trattenere persone in attesa di un’espulsione certa.
Pensare che sono migliaia gli immigrati clandestini presenti sul territorio nazionale e i CPT o CIE attualmente sono: Bari-Palese, area aeroportuale – 196 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Bologna, Caserma Chiarini – 95 posti. Ente gestore: Confraternita della Misericordia; Brindisi: Contrada Restino; Caltanissetta, Contrada Pian del Lago – 96 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros; Crotone: Sant' Anna, Isola Capo Rizzato; Gradisca d'Isonzo: ex caserma Polonio, via Udine; Lamezia Terme – 75 posti. Ente gestore: Cooperativa “malgrado Tutto”; Lampedusa: Nuovo CSPAII (Centro di Soccorso e prima accoglienza immigrati irregolari) Contrada Imbriacola nel sito ex Caserma EI, costruito ex novo secondo criteri dedicati; Gradisca d’Isonzo – 136 posti. Ente gestore: Consorzio Connecting People; Milano, Via Corelli – 112 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Modena, Località Sant’Anna – 60 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros; Ragusa: ex-Somicem Agip, via Colajanni; Roma, Ponte Galeria – 300 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Torino, Corso Brunelleschi – 92 posti. Ente gestore: Croce Rossa Italiana; Trapani, Serraino Vulpitta – 57 posti. Ente gestore: Cooperativa Albatros.
È necessario ricordare i fatti accaduti nel Centro di Primo Soccorso e Accoglienza di Lampedusa in seguito alla sua trasformazione in Centro di Identificazione ed Espulsione. Durante il mese di febbraio in diverse occasioni i migranti, trattenuti presso il Centro già da diversi mesi, fecero scioperi della fame e compirono atti di autolesionismo (ingestione di oggetti metallici, quali lamette, ecc.); almeno quattro sono stati trasferiti negli Ospedali di Trapani e Palermo, altri, feriti, sono stati soccorsi all’interno del Centro.
L’istituzione delle ronde cittadine è una sorta di giustizia fai da te, perché verrà dato modo ai cittadini di occuparsi di sicurezza e come ai tempi del fascismo, anche questa volta, le squadracce sono coperte dallo Stato, anzi a differenza di allora, in cui la copertura era solo politica, ora sono tutelate da una legge statale. Se lo Stato ha diminuito l’organico e i mezzi alle forze dell’ordine, come faranno queste ultime a occuparsi anche delle ronde? Lo spiega il Segretario Generale del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) Nicola Tanzi che è perplesso per ciò che concerne le ronde e per il reato di clandestinità “Perplessità che derivano dalla consapevolezza di non poter far fronte all'aumento di lavoro che si determinerà per le forze dell'ordine a causa della mancanza di risorse economiche, di uomini e di mezzi. - spiega Tanzi - Le ronde causeranno, infatti, un aumento delle chiamate ai numeri di emergenza, a cui difficilmente riusciremo a far fronte. Il reato di clandestinità, che non ci vede pregiudizialmente contrari, determinerà, invece, - sostiene il sindacato di polizia - delle incombenze di natura operativa e burocratica gravose”.
Noi dell’Italia dei Valori siamo convinti che la sicurezza del cittadino sia un bene prezioso che va perseguito con responsabilità e misura, ma senza sacrificare i diritti umani e la solidarietà. IDV - Civitavecchia.
giovedì 2 luglio 2009
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