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Civitavecchia, Roma
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venerdì 15 maggio 2009

NON VORREMMO CHE LA STORIA SI RIPETESSE…

Il giorno 14 maggio è stato approvato dalla Camera, dopo tre maxi emendamenti, il ddl Sicurezza (297 voti favorevoli, 255 contrari e 3 astenuti), rimane solo l’approvazione da parte del Senato e ben presto diverrà legge. Il pacchetto sicurezza introduce il reato di immigrazione clandestina, esclude gli irregolari dai pubblici servizi, con l’eccezione di sanità e istruzione, e prevede le ronde anticriminalità proposte inizialmente dalla Lega Nord.
L’Italia dei Valori ha votato contro il ddl Sicurezza ed il Presidente Di Pietro ha espresso la sua posizione “Questo governo vuole trasformare l’Italia in un Paese dell'intolleranza, fascista, razzista, xenofobo, pidduista e per questo noi, prima o poi, riusciremo a mandarlo a casa” successivamente ha aggiunto “Mancano fondi per il personale addetto alla sicurezza, risorse per le carceri. Il reato di clandestinità così come è stato congegnato non serve a nulla. Si sanziona una persona per il fatto che è clandestina ed è un fatto che rende più insicuro il nostro Paese”.
Siamo dinnanzi ad un quadro aberrante in cui ben presto si ritornerà a quella che un tempo era la “caccia alle streghe”. Non credo opportuno che venga dato modo ai cittadini di istituire delle ronde anticriminalità, poiché nel settore della sicurezza vi sono le forze dell’ordine che svolgono questo lavoro, anzi si potrebbe incrementare il numero di quest’ultime. Sarebbe un grande errore concedere questo potere ai cittadini, perché coloro che decidono di entrare nelle forze dell’ordine sono sottoposti a un duro addestramento e sostengono esami psicologici volti a verificare la totale lucidità del soggetto. Potrebbe accadere che gli addetti alla pubblica sicurezza siano impegnati a placare le ronde cittadine e il loro “lavoro di routine” vada in secondo piano subendo rallentamenti.
Affermare che i clandestini hanno la possibilità di accedere a pubblici servizi come l’istruzione e la sanità, quando viene introdotto il reato di immigrazione clandestina, è un’incongruenza, poiché una persona che sbarca nel nostro paese starà ben in guardia dal farsi trovare e, di conseguenza, non usufruirà dei servizi sanitari e i loro figli non andranno a scuola per evitare che insegnanti mettano al corrente le forze dell’ordine della loro presenza nel plesso scolastico.
La situazione attuale mi ricorda la “Vienna del primo Novecento” in cui le persone di origine ebraica erano inserite nella vita sociale austriaca e, dato che erano una minoranza, si riunivano in comunità. Queste persone svolgevano dai lavori più comuni a quelli altolocati, molti erano banchieri, proprietari terrieri, industriali, letterati e si insinuarono talmente bene in quella società civile che erano divenuti quasi i detentori dell’economia nazionale e, anche per questo, i viennesi iniziarono a provare sentimenti di chiusura e disprezzo. Proprio in quel periodo un certo Adolf Hitler, trasferitosi a Vienna, iniziò a covare il seme dell’odio nei confronti di questo popolo. Il resto della storia la sappiamo tutti e siamo a conoscenza delle brutali conseguenze che si scatenarono sulle persone di origine ebraica, per lo più, provenienti dai Paesi dell’Est. Sottolineo la provenienza, poiché oggigiorno sono presenti milioni di slavi sul territorio nazionale e, da quel che ho notato, sono sia questi che gli africani ad essere vittime di attacchi xenofobi.
Noi della sezione locale IDV – Civitavecchia non vorremmo che la storia si ripetesse attraverso l’attuazione di pseudo leggi di sicurezza, poiché crediamo fortemente che in un paese occidentale, civile e democratico non debbano esistere alcun genere di differenziazioni e discriminazioni tra persone che, a differenza del luogo di nascita o dal colore della pelle, hanno un cuore come noi. IDV - Civitavecchia.

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