Ieri siamo andati tutti al Massimo. Si intende, tutti quelli aldilà delle sigle che sentono a fior di pelle l’illegalità, l’ingiustizia, la prevaricazione, che sentono l’avvicinarsi di tempi bui, in cui probabilmente si dovrà parare una disastrosa situazione economica e cercare di bilanciarla a suon di decreti legge o verifiche di maggioranza che causeranno sempre di più l’allontanamento di quella serenità che nell’aprile 2007 qualcuno profondeva a piene mani.
Il giorno 25 ottobre a Roma, al Circo Massimo, si è svolta la manifestazione “Salva l’Italia” indetta dal PD. Naturalmente la piazza era del PD e dei suoi sostenitori, o se deve essere detta correttamente, dei sostenitori del PD che ieri, in verità, si sono affollati agli stand dell’IDV allestiti per l’occasione, a firmare le liste utili all’istituzione del referendum contro il Lodo Alfano, non certo incoraggiati dai vertici del proprio partito: beata sinistra che ragiona con il proprio cervello! Nonostante ciò il Presidente dell’IDV aveva da tempo rilasciato, durante le interviste, la volontà di voler partecipare alla manifestazione, per far intendere che è necessario essere uniti.
È stato tutto un agitarsi di bandiere del PD, dell’IDV, dei Verdi, dei Riformisti, dell’Arci e magari molti non avevano la bandiera del partito, ma condividevano pienamente le motivazioni; magari c’era anche buona parte di coloro che da tempo disertano le urne. Noi della sezione di Civitavecchia ci siamo organizzati per prendere parte all’evento e, con nostro grande stupore, eravamo nel bel mezzo di una folla, armata di bandiere, che manifestava pacificamente. Siamo arrivati sul luogo alle ore 14,00 e abbiamo raggiunto gli stand dell’IDV inserendoci nell’organizzazione della raccolta firme.
Quanti eravamo? Difficile contarsi. Dall’interno del catino del Circo Massimo gremito di persone si vedevano addossati al recinto migliaia di sostenitori che forse a stento riuscivano a sentire le parole di Walter Veltroni, ma volevano starci, volevano uno per uno dare forza all’insieme.
Noi dell’IDV dai nostri banchetti di raccolta firme un orecchio agli amplificatori ma molta attenzione nel trascrivere i dati sui prospetti, affannati nello spiegare, incoraggiare, confrontarci e più che soddisfatti nella riuscita dell’iniziativa. Siamo stati fino all’ultimo a presenziare accogliendo quelli che andandosene alla fine della manifestazione, venivano da altri incoraggiati alla firma. Alle ore 18,00 siamo stati cacciati solo da lampi, tuoni e nuvoloni neri che addensatisi dalla parte del palazzo della FAO facevano presagire l’imminente ira dei semidei al governo delle cose. Incurante, lentamente sfilando con le bandiere, il popolo della democrazia, si è avviato dalla zona del Circo Massimo lungo le strade che conducono alla stazione di Roma Ostiense, sicuramente intralciando il traffico, ma con la solidarietà degli automobilisti che in quel momento erano lì; nessun clacson di protesta si è sentito, ma sorrisi e incoraggiamenti.
Per noi dell’IDV è stata l’ulteriore prova che siamo sulla strada giusta e il 25 ottobre è stata un’altra tappa sul cammino dell’istituzione del Referendum contro il Lodo Alfano che ci vedrà, anche nei prossimi giorni, presenti su tutto il territorio nazionale e quindi anche a Civitavecchia saremo presenti, sostenendo questa iniziativa che crediamo trasversale a tutti i partiti. Quindi tutti insieme, al di là delle sigle e delle rendite di posizione, per l’Alternativa Possibile. IDV - Civitavecchia.
Informazioni personali
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- Civitavecchia, Roma
- IL GIORNO 19 APRILE 2010 TUTTI GLI ESPONENTI E GLI ISCRITTI LASCIANO IN MASSA L'ITALIA DEI VALORI DANDO LE DIMISSIONI. IN MASSA SONO RIMASTI ALL'INTERNO DEL POLO CIVICO. PER CONTINUARE A SEGUIRCI VISITATE IL SEGUENTE LINK: http://polocivicocivitavecchia.blogspot.com
domenica 26 ottobre 2008
martedì 21 ottobre 2008
mercoledì 15 ottobre 2008
L’essere così tanti a scambiarci le nostre idee, coincidenti in una visione di un’Italia che vuole uscire da quest’oscura nebbia tentacolare che l’avvolge, ci ha dato la certezza di una diffusa unità d’intenti e non di un appiattimento su uno stato di fatto costruito su ciò che si vuol dimostrare ovvio e normale epilogo di interminabili saccheggi su regole, consuetudini e leggi del nostro secolare diritto e del vivere civile nel nostro Stato, ove la soglia della legalità e moralità si è pericolosamente abbassata al disotto del tollerabile.
Fin dalla mattina alle ore 8.30, la piazza era piena del volontariato dell’IDV, affaccendato a confezionare bandiere e allestire stand atti alla raccolta delle firme, utili a istituire il referendum contro il lodo Alfano e quindi contro tutti quegli altri che, già in programma, si stanno snocciolando a causa delle invocazioni di tanti abbandonati nella palude dell’illegalità.
Durante la giornata, il continuo afflusso di persone che si sono avvicinate per firmare e per parlare, che il loro percepire la triste realtà non fosse solo un fatto isolato, che non fossero soli, ci ha notevolmente ricompensato del lavoro che stavamo facendo ed ha aggiunto energia e coraggio nell’uscire dai desk e motivare chi intervenuto per curiosità, a parlare e firmare contro il lodo Alfano.
L’andirivieni sulla piazza di tanti giovani addetti all’organizzazione ed entusiasti, ha tolto anni all’età di molti e dato slancio all’iniziativa. Nel pomeriggio, sul palco allestito, si sono succeduti artisti e complessi musicali che, con i loro suoni mediterranei hanno coinvolto tutti, hanno confermato che siamo il centro del Mediterraneo e che qui, da tutte le sponde, sono approdate da secoli varie culture.
Sono saliti sul palco operai dell’Alitalia, della Pubblica Istruzione, della Sanità a gridare l’ingiustizia di chi in Italia si arricchisce demolendo ciò che andrebbe restaurato e svende la parte grassa, lasciando i debiti agli italiani a ripartirseli, indipendentemente dal loro reddito, in inique percentuali.
Le parole di Di Pietro, Peter Gomez e di tanti altri hanno ricevuto il consenso unanime, sottolineato dai continui applausi, della piazza sottostante gremita di folla e satura di consenso.
La seconda giornata di piazza Navona ha iniziato un percorso che nei prossimi mesi si snoderà in tutta Italia e vedrà presenti sulle piazze i nostri volontari negli stand e nelle sedi del movimento, per la raccolta delle firme contro il lodo Alfano, all’insegna della legalità, nella speranza che nei giorni a venire la nebbia che opprime le coscienze si diradi e si ritorni ad una soglia di legalità che riporti il nostro Paese in linea con l’Europa e si riappropri di principi morali che sono alla base delle leggi occidentali. Noi dell’IDV lavoriamo uniti per “L’ALTERNATIVA POSSIBILE”. IDV - Civitavecchia.
Fin dalla mattina alle ore 8.30, la piazza era piena del volontariato dell’IDV, affaccendato a confezionare bandiere e allestire stand atti alla raccolta delle firme, utili a istituire il referendum contro il lodo Alfano e quindi contro tutti quegli altri che, già in programma, si stanno snocciolando a causa delle invocazioni di tanti abbandonati nella palude dell’illegalità.
Durante la giornata, il continuo afflusso di persone che si sono avvicinate per firmare e per parlare, che il loro percepire la triste realtà non fosse solo un fatto isolato, che non fossero soli, ci ha notevolmente ricompensato del lavoro che stavamo facendo ed ha aggiunto energia e coraggio nell’uscire dai desk e motivare chi intervenuto per curiosità, a parlare e firmare contro il lodo Alfano.
L’andirivieni sulla piazza di tanti giovani addetti all’organizzazione ed entusiasti, ha tolto anni all’età di molti e dato slancio all’iniziativa. Nel pomeriggio, sul palco allestito, si sono succeduti artisti e complessi musicali che, con i loro suoni mediterranei hanno coinvolto tutti, hanno confermato che siamo il centro del Mediterraneo e che qui, da tutte le sponde, sono approdate da secoli varie culture.
Sono saliti sul palco operai dell’Alitalia, della Pubblica Istruzione, della Sanità a gridare l’ingiustizia di chi in Italia si arricchisce demolendo ciò che andrebbe restaurato e svende la parte grassa, lasciando i debiti agli italiani a ripartirseli, indipendentemente dal loro reddito, in inique percentuali.
Le parole di Di Pietro, Peter Gomez e di tanti altri hanno ricevuto il consenso unanime, sottolineato dai continui applausi, della piazza sottostante gremita di folla e satura di consenso.
La seconda giornata di piazza Navona ha iniziato un percorso che nei prossimi mesi si snoderà in tutta Italia e vedrà presenti sulle piazze i nostri volontari negli stand e nelle sedi del movimento, per la raccolta delle firme contro il lodo Alfano, all’insegna della legalità, nella speranza che nei giorni a venire la nebbia che opprime le coscienze si diradi e si ritorni ad una soglia di legalità che riporti il nostro Paese in linea con l’Europa e si riappropri di principi morali che sono alla base delle leggi occidentali. Noi dell’IDV lavoriamo uniti per “L’ALTERNATIVA POSSIBILE”. IDV - Civitavecchia.
E' INIZIATA LA RACCOLTA FIRME CONTRO IL LODO ALFANO
Il giorno 11 ottobre in Piazza Navona a Roma, si è svolta la Prima Giornata Nazionale della Legalità, si tratta di una raccolta di firme referendaria con l’obiettivo di abrogare il Lodo Alfano. In tutto il territorio nazionale, fino al periodo natalizio, saranno dislocati stand dove il cittadino è invitato ad apporre la propria firma; si ricorda che è necessario raccogliere oltre 500.000 firme per effettuare il referendum. La sottoscritta, insieme ad altri membri della sezione IDV di Civitavecchia, ha avuto il piacere di essere stata una delle tante parti attive per l’organizzazione delle raccolta firme. L’appuntamento era fissato per le ore 08,30 in Piazza Navona ed abbiamo contribuito per la preparazione ultima degli stand che delineavano il perimetro dell’area adibita per la manifestazione. In fondo all’area vi era un palco dove si sono esibiti cantanti e artisti del calibro di Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi. Vi sono stati interventi da parte di alcuni esponenti dell’Italia dei Valori come il Sen. Felice Belisario, l’On. Massimo Donadi, l’On. Silvana Mura ed il Sen. Francesco Pardi. Verso le ore 17,00 si è svolto il discorso del Presidente Antonio Di Pietro, che ha illustrato nel migliore dei modi la situazione di profonda crisi in cui versa lo Stato ed ha sottolineato l’importanza di abrogare il Lodo Alfano onde evitare di essere sormontati da una dittatura in agguato. IDV - Civitavecchia.
mercoledì 8 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
SABATO 11 OTTOBRE A ROMA IN PIAZZA NAVONA CONTRO IL LODO ALFANO
Sulle buone ragioni che hanno convinto noi dell’IDV ad organizzare la raccolta di firme utili a promuovere il referendum contro la legge che consente l’immunità alle più alte cariche dello Stato abbiamo detto molto e dato più che valide e razionali motivazioni per convincere i cittadini a dare il proprio contributo a questa iniziativa.
Oggi in maniera davvero insperata un contributo a tutto questo ce lo dà l’attuale Governo che fatta la breccia nel muro della “giustizia uguale per tutti” dove avrebbero dovuto passare solo quattro persone ecco che in aiuto dei ministri è in preparazione il Lodo Consolo. Ora dobbiamo capire meglio di cosa si tratta: il Lodo Consolo, che prende il nome dall’omonimo deputato del Popolo delle Libertà, ha presentato un disegno di legge che renderebbe immuni i ministri attuali, e del passato, che hanno ed hanno avuto problemi con la giustizia. Se verrà approvato questa pseudo legge si contravverrebbe all’Art. 96 della Costituzione Italiana, il quale prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, anche se cessati della carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Naturalmente i principi della Democrazia imporrebbero anche ad altri di passare i confini della legalità: ad esempio tutti i parlamentari, i nostri capitani d’industria e manager che nel mondo dell’economia reale si scontrano con le contraddizioni della nostra eterogenea società e quindi con il nostro sistema legislativo. Ma se dobbiamo procedere democraticamente come potremmo lasciare fuori dai benefici tutte quelle istituzioni che sul territorio operano a stretto contatto con il Governo: Presidenti di Regione e Consiglio Regionale, Presidenti di Provincia e Consigli Provinciali, Sindaci e Consigli Comunali. È sufficiente? Ma non scherziamo. In una vera democrazia come lasciar fuori, preda delle vigenti leggi, tutte quelle strutture di partito e di movimenti che sostengono la politica e i parlamentari: segretari di federazioni, di sezione, segreterie, direttivi e perché no gli iscritti. Ma la democrazia non sarebbe compiuta se non si includessero, in vari “Lodi di Sant’Antonio”, gli elettori, proprio loro, i più colpevoli che eleggono, si fa per dire, i propri rappresentanti che se restassero non lodati sarebbero preda della giustizia, perché indifesi hanno eletto chi può contravvenire alle leggi e quindi anche per loro un bel lodo.
Resterebbero inermi quei testardi che ad ogni tornata elettorale si ostinano a disertare i seggi che sono circa il 20-25% degli iscritti nelle liste elettorali. In particolare a questi diciamo: “Venite a Roma in Piazza Navona l’11 ottobre e firmate contro il Lodo Alfano, così abrogheremo quella legge che vuol ricondurci nel medioevo ai tempi del feudalesimo dove al signore tutto era concesso e il popolo languiva sotto il tallone. A questi diciamo che con l’IDV l’Alternativa è Possibile”. IDV - Civitavecchia
Oggi in maniera davvero insperata un contributo a tutto questo ce lo dà l’attuale Governo che fatta la breccia nel muro della “giustizia uguale per tutti” dove avrebbero dovuto passare solo quattro persone ecco che in aiuto dei ministri è in preparazione il Lodo Consolo. Ora dobbiamo capire meglio di cosa si tratta: il Lodo Consolo, che prende il nome dall’omonimo deputato del Popolo delle Libertà, ha presentato un disegno di legge che renderebbe immuni i ministri attuali, e del passato, che hanno ed hanno avuto problemi con la giustizia. Se verrà approvato questa pseudo legge si contravverrebbe all’Art. 96 della Costituzione Italiana, il quale prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, anche se cessati della carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
Naturalmente i principi della Democrazia imporrebbero anche ad altri di passare i confini della legalità: ad esempio tutti i parlamentari, i nostri capitani d’industria e manager che nel mondo dell’economia reale si scontrano con le contraddizioni della nostra eterogenea società e quindi con il nostro sistema legislativo. Ma se dobbiamo procedere democraticamente come potremmo lasciare fuori dai benefici tutte quelle istituzioni che sul territorio operano a stretto contatto con il Governo: Presidenti di Regione e Consiglio Regionale, Presidenti di Provincia e Consigli Provinciali, Sindaci e Consigli Comunali. È sufficiente? Ma non scherziamo. In una vera democrazia come lasciar fuori, preda delle vigenti leggi, tutte quelle strutture di partito e di movimenti che sostengono la politica e i parlamentari: segretari di federazioni, di sezione, segreterie, direttivi e perché no gli iscritti. Ma la democrazia non sarebbe compiuta se non si includessero, in vari “Lodi di Sant’Antonio”, gli elettori, proprio loro, i più colpevoli che eleggono, si fa per dire, i propri rappresentanti che se restassero non lodati sarebbero preda della giustizia, perché indifesi hanno eletto chi può contravvenire alle leggi e quindi anche per loro un bel lodo.
Resterebbero inermi quei testardi che ad ogni tornata elettorale si ostinano a disertare i seggi che sono circa il 20-25% degli iscritti nelle liste elettorali. In particolare a questi diciamo: “Venite a Roma in Piazza Navona l’11 ottobre e firmate contro il Lodo Alfano, così abrogheremo quella legge che vuol ricondurci nel medioevo ai tempi del feudalesimo dove al signore tutto era concesso e il popolo languiva sotto il tallone. A questi diciamo che con l’IDV l’Alternativa è Possibile”. IDV - Civitavecchia
sabato 4 ottobre 2008
PRIMA GIORNATA NAZIONALE DELLA LEGALITA'
Il giorno 11 ottobre Piazza Navona (Roma) sarà teatro della Prima Giornata Nazionale della Legalità; in tale occasione verrà aperta la campagna referendaria contro il Lodo Alfano. Si darà il via alla grande raccolta delle firme e successivamente, fino al periodo natalizio, verranno collocati degli appositi stand su tutto il territorio nazionale. Piazza Navona, già in passato, assunse il ruolo di palcoscenico quando quel dì di luglio (per l’esattezza l’8 luglio 2008), l’IDV protestò pacificamente contro questa ed altre leggi “ad personam” attuate dall’attuale governo e, pian piano, sta prendendo l’aspetto della piazza delle libertà, in cui è possibile fare delle manifestazioni e dei dibattiti.
L’IDV vuole abrogare il Lodo Alfano, poiché si tratta di una legge incostituzionale in grado di dare l’immunità alle quattro cariche più altre dello Stato e calpesta l’Art.3 della Costituzione Italiana; bloccherebbe i processi, compreso il processo in cui il Capo del Governo è coinvolto per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi.
Qualora una persona, a prescindere dalla carica che ricopre, sia imputata di qualche reato o sia sotto processo dovrebbe dimettersi, ma ciò avviene solo all’estero in cui alcuni capi di governo lasciarono, in passato, la propria carica.
Non è dignitoso vivere in una nazione e dover accettare che le più alte cariche dello Stato debbano contravvenire alle leggi che regolano la società per svolgere il proprio ruolo. Questa è solo la prima di tante iniziative, dove ci serviremo della parola per affermare la legalità.
L’appuntamento è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore e credono che il rispetto della legalità sia la base di uno Stato democratico. Facciamo un altro passo verso “l’Alternativa Possibile”. IDV - Civitavecchia
L’IDV vuole abrogare il Lodo Alfano, poiché si tratta di una legge incostituzionale in grado di dare l’immunità alle quattro cariche più altre dello Stato e calpesta l’Art.3 della Costituzione Italiana; bloccherebbe i processi, compreso il processo in cui il Capo del Governo è coinvolto per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi.
Qualora una persona, a prescindere dalla carica che ricopre, sia imputata di qualche reato o sia sotto processo dovrebbe dimettersi, ma ciò avviene solo all’estero in cui alcuni capi di governo lasciarono, in passato, la propria carica.
Non è dignitoso vivere in una nazione e dover accettare che le più alte cariche dello Stato debbano contravvenire alle leggi che regolano la società per svolgere il proprio ruolo. Questa è solo la prima di tante iniziative, dove ci serviremo della parola per affermare la legalità.
L’appuntamento è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore e credono che il rispetto della legalità sia la base di uno Stato democratico. Facciamo un altro passo verso “l’Alternativa Possibile”. IDV - Civitavecchia
SICUREZZA AL PRIMO POSTO
Il Consigliere Provinciale ALVARO BALLONI, presidente del gruppo consiliare Italia dei Valori, ha proposto al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e agli assessori provinciali alla sicurezza e protezione civile, ai lavori pubblici, al bilancio la costruzione di una nuova e più idonea sede del corpo dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. L’iniziativa, come si può dedurre nella nota a seguire che si prega voler cortesemente pubblicizzare, si propone di far sì che la sicurezza non resti solo un oggetto di conversazione ma cominci a diventare realtà.
“Oggetto: Proposta di realizzazione in Civitavecchia di una nuova struttura da adibire a sede dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.
PREMESSA
Il corpo dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia, con sede nella caserma Fortunato Bonifazi di Porta Tarquinia, ha origini piuttosto remote, risalendo la sua fondazione al lontano anno 1871, quando la città, liberata da Nino Bixio e annessa al Regno d’Italia, elegge il suo primo sindaco, il suo primo consiglio comunale e istituisce, prima città della Provincia di Roma, il corpo cittadino dei pompieri. Si tratta di un manipolo di uomini, composto da ufficiali, graduati e semplici vigili, che ha il compito di prestare servizio di giorno e di notte “ed al teatro quando ne ricorra la circostanza”. Il potenziamento del corpo, seppur rallentato dalla scarsità delle risorse economiche dell’epoca, è però costante sia sotto il profilo organizzativo che della dotazione di speciali mezzi tecnici. Si interrompe soltanto durante la Grande Guerra in quanto molte unità di vigili si arruolano nel Genio militare per prestarvi un servizio tanto prezioso quanto apprezzato.
Nel primo dopoguerra il corpo ottiene un sostanziale rinnovamento nel personale e nelle attrezzature, che gli consente, grazie allo spirito altruistico, al senso di disciplina, allo zelo e al grado di addestramento del personale, di affrontare e vincere qualsiasi prova, svolgendo la propria opera oltre che in città anche nel vasto comprensorio. Una citazione a parte meriterebbe l’opera di soccorso prestata con slancio ed abnegazione dai pompieri durante l’ultimo conflitto mondiale, negli anni 1943/44, quando le numerose e frequenti incursioni delle fortezze volanti sulla città tirrenica procurano immani distruzioni e forti perdite di vite umane.
Nel secondo dopoguerra il corpo dei vigili, sempre numericamente inferiore alle esigenze che vanno rapidamente moltiplicandosi con la ricostruzione della città e con la ripresa delle attività economiche, portuali e ferroviarie, fa registrare un apprezzabile incremento delle capacità di intervento che gli permette di far sentir la sua immancabile presenza in qualsiasi calamità.
Soffermarci sui sinistri nei quali l’opera dei nostri vigili si è resa meritoria, sarebbe cosa lunga e difficile.
Ciò che conta evidenziare sono invece i sensibili cambiamenti intervenuti in città negli ultimi 15/20 anni, quando con notevole ritardo rispetto ai processi di espansione che hanno interessato il tessuto urbanistico civitavecchiese, anche la vocazione marinara della nostra località riprende vigore e va accentuandosi la crescita del porto. Che dotandosi di un idoneo piano regolatore e ponendosi alla guida di un network laziale che include anche Fiumicino e Gaeta, e del COMETI, un consorzio di porti che operano nel medio Tirreno, effettua le scelte decisive ai fini del suo definitivo decollo. Destina il bacino storico, opportunamente riqualificato, alle attività turistiche e ricettive, intraprende la sua marcia espansiva verso nord, sviluppa infrastrutture moderne e servizi funzionali, aumenta considerevolmente la sua attività. A seguito di una serie di accordi raggiunti con i massimi armatori mondiali aumenta le proprie capacità operative, a tal punto da proporsi come scalo leader del traffico croceristico, passeggeri e merci. Senza contare gli ulteriori obiettivi che Authority e Comune già si propongono di realizzare nel medio e lungo termine.
Oggi il porto di Civitavecchia è frequentato ogni giorno da decine di navi di ogni tipo, di tutte le dimensioni e della più diversa provenienza.
E’ assolutamente chiaro che nel malaugurato caso si verifichino delle serie emergenze che riguardino le gigantesche navi da crociera, che svettano più in alto dei palazzi, i depositi o i distributori di combustibili, gli impianti di stoccaggio delle merci, alcune di natura agroalimentare, gli oleodotti, gli elettrodotti, gli impianti elettrici e navali, gli automezzi pesanti, emergerebbe l’impossibilità da parte dei servizi tecnico-nautici del porto di provvedere con l’efficacia e la velocità necessarie a risolvere tali situazioni e a scongiurare i pericoli di estensione delle calamità alla stessa città.
Per non parlare dei potenziali pericoli costituiti dalle due centrali termoelettriche che funzionano nella parte nord di Civitavecchia, vicino all’area portuale: la centrale Enel, recentemente convertita a carbone, di Torre Valdaliga Nord e la Tirreno Power, funzionante parte a ciclo combinato e parte ad olio combustibile/gas, di Torre Valdaliga Sud, che complessivamente rappresentano la più grande concentrazione di centrali termiche d’Europa. E’ facile comprendere che l’alimentazione degli impianti comporta una enorme movimentazione di combustibile, trasferito tramite naviglio e automezzi, e un perenne acuirsi dei rischi connessi al relativo funzionamento.
Senza considerare i pericoli insiti nelle operazioni di funzionamento degli estesi deposti costieri di carburante.
Proposta
Il quadro sinteticamente riportato sembra sufficiente a comprovare la necessità di provvedere, con la sollecitudine suggerita dalle preoccupanti carenze presenti sul fronte della sicurezza, all’adeguamento delle strutture relative ai servizi di prevenzione dei rischi, di salvaguardia di persone, animali e cose, di pronto soccorso e di protezione civile alle nuove necessità del porto e della città di Civitavecchia.
E’ assolutamente chiara l’impossibilità di far fronte con un semplice distaccamento, guidato seppure con perizia e dedizione indiscutibili da un brigadiere, a situazioni di pericolo della dimensione di quelle menzionate, delle quali, ovviamente, s’impone una verifica sistematica demandata alle autorità competenti.
Per la conoscenza che il sottoscritto proponente ha della situazione locale, ampliata e suffragata dai numerosi dati contenuti nella allegata relazione del responsabile della sezione porti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ingegnere Claudi Florio, s’imporrebbe quindi la costruzione urgente di una nuova e più ampia struttura, ubicata in un’area portuale situata in posizione idonea a conseguire la massima operatività, dotata delle strumentazioni e dei macchinari più aggiornati, capace di accogliere mezzi terrestri, aerei a navali, destinata all’espletamento dei complessi e distinti compiti che, per compito istituzionale, svolgono i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile.
L’ipotesi di lavoro che ci si permette di suggerire prevede che l’Amministrazione Provinciale, ai fini della realizzazione del progetto, si riservi non solo la funzione di parte attiva, che gli compete in qualità di ente proponente, ma svolga altresì un ruolo centrale di guida nella promozione del necessario coinvolgimento - pare ovvio precisarlo - dell’Autorità Portuale e del Comune di Civitavecchia, della Regione Lazio e del Ministero degli Interni e della Protezione Civile e degli altri Enti e Autorità competenti in materia. Connesso alla realizzazione del progetto è il conseguimento dell’obiettivo del passaggio del Porto di Civitavecchia ad una categoria superiore, che tra l’altro gli compete per l’importanza che ormai da anni lo scalo riveste, anche per essere faciliatata nell’adeguamento dell’organico delle forze di pronto soccorso e di protezione civile alle effettive esigenze presenti.
A tale fine è indispensabile che la Provincia preveda lo stanziamento nel prossimo bilancio di una cifra di entità tale da costituire non solo la base di partenza ma la molla indispensabile per obbligare gli altri Enti ad intervenire a loro volta con sostanziosi investimenti. Il consigliere provinciale Alvaro Balloni “
IL C.D.
Italia dei Valori Polo Civico
IDV - CIVITAVECCHIA
“Oggetto: Proposta di realizzazione in Civitavecchia di una nuova struttura da adibire a sede dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.
PREMESSA
Il corpo dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia, con sede nella caserma Fortunato Bonifazi di Porta Tarquinia, ha origini piuttosto remote, risalendo la sua fondazione al lontano anno 1871, quando la città, liberata da Nino Bixio e annessa al Regno d’Italia, elegge il suo primo sindaco, il suo primo consiglio comunale e istituisce, prima città della Provincia di Roma, il corpo cittadino dei pompieri. Si tratta di un manipolo di uomini, composto da ufficiali, graduati e semplici vigili, che ha il compito di prestare servizio di giorno e di notte “ed al teatro quando ne ricorra la circostanza”. Il potenziamento del corpo, seppur rallentato dalla scarsità delle risorse economiche dell’epoca, è però costante sia sotto il profilo organizzativo che della dotazione di speciali mezzi tecnici. Si interrompe soltanto durante la Grande Guerra in quanto molte unità di vigili si arruolano nel Genio militare per prestarvi un servizio tanto prezioso quanto apprezzato.
Nel primo dopoguerra il corpo ottiene un sostanziale rinnovamento nel personale e nelle attrezzature, che gli consente, grazie allo spirito altruistico, al senso di disciplina, allo zelo e al grado di addestramento del personale, di affrontare e vincere qualsiasi prova, svolgendo la propria opera oltre che in città anche nel vasto comprensorio. Una citazione a parte meriterebbe l’opera di soccorso prestata con slancio ed abnegazione dai pompieri durante l’ultimo conflitto mondiale, negli anni 1943/44, quando le numerose e frequenti incursioni delle fortezze volanti sulla città tirrenica procurano immani distruzioni e forti perdite di vite umane.
Nel secondo dopoguerra il corpo dei vigili, sempre numericamente inferiore alle esigenze che vanno rapidamente moltiplicandosi con la ricostruzione della città e con la ripresa delle attività economiche, portuali e ferroviarie, fa registrare un apprezzabile incremento delle capacità di intervento che gli permette di far sentir la sua immancabile presenza in qualsiasi calamità.
Soffermarci sui sinistri nei quali l’opera dei nostri vigili si è resa meritoria, sarebbe cosa lunga e difficile.
Ciò che conta evidenziare sono invece i sensibili cambiamenti intervenuti in città negli ultimi 15/20 anni, quando con notevole ritardo rispetto ai processi di espansione che hanno interessato il tessuto urbanistico civitavecchiese, anche la vocazione marinara della nostra località riprende vigore e va accentuandosi la crescita del porto. Che dotandosi di un idoneo piano regolatore e ponendosi alla guida di un network laziale che include anche Fiumicino e Gaeta, e del COMETI, un consorzio di porti che operano nel medio Tirreno, effettua le scelte decisive ai fini del suo definitivo decollo. Destina il bacino storico, opportunamente riqualificato, alle attività turistiche e ricettive, intraprende la sua marcia espansiva verso nord, sviluppa infrastrutture moderne e servizi funzionali, aumenta considerevolmente la sua attività. A seguito di una serie di accordi raggiunti con i massimi armatori mondiali aumenta le proprie capacità operative, a tal punto da proporsi come scalo leader del traffico croceristico, passeggeri e merci. Senza contare gli ulteriori obiettivi che Authority e Comune già si propongono di realizzare nel medio e lungo termine.
Oggi il porto di Civitavecchia è frequentato ogni giorno da decine di navi di ogni tipo, di tutte le dimensioni e della più diversa provenienza.
E’ assolutamente chiaro che nel malaugurato caso si verifichino delle serie emergenze che riguardino le gigantesche navi da crociera, che svettano più in alto dei palazzi, i depositi o i distributori di combustibili, gli impianti di stoccaggio delle merci, alcune di natura agroalimentare, gli oleodotti, gli elettrodotti, gli impianti elettrici e navali, gli automezzi pesanti, emergerebbe l’impossibilità da parte dei servizi tecnico-nautici del porto di provvedere con l’efficacia e la velocità necessarie a risolvere tali situazioni e a scongiurare i pericoli di estensione delle calamità alla stessa città.
Per non parlare dei potenziali pericoli costituiti dalle due centrali termoelettriche che funzionano nella parte nord di Civitavecchia, vicino all’area portuale: la centrale Enel, recentemente convertita a carbone, di Torre Valdaliga Nord e la Tirreno Power, funzionante parte a ciclo combinato e parte ad olio combustibile/gas, di Torre Valdaliga Sud, che complessivamente rappresentano la più grande concentrazione di centrali termiche d’Europa. E’ facile comprendere che l’alimentazione degli impianti comporta una enorme movimentazione di combustibile, trasferito tramite naviglio e automezzi, e un perenne acuirsi dei rischi connessi al relativo funzionamento.
Senza considerare i pericoli insiti nelle operazioni di funzionamento degli estesi deposti costieri di carburante.
Proposta
Il quadro sinteticamente riportato sembra sufficiente a comprovare la necessità di provvedere, con la sollecitudine suggerita dalle preoccupanti carenze presenti sul fronte della sicurezza, all’adeguamento delle strutture relative ai servizi di prevenzione dei rischi, di salvaguardia di persone, animali e cose, di pronto soccorso e di protezione civile alle nuove necessità del porto e della città di Civitavecchia.
E’ assolutamente chiara l’impossibilità di far fronte con un semplice distaccamento, guidato seppure con perizia e dedizione indiscutibili da un brigadiere, a situazioni di pericolo della dimensione di quelle menzionate, delle quali, ovviamente, s’impone una verifica sistematica demandata alle autorità competenti.
Per la conoscenza che il sottoscritto proponente ha della situazione locale, ampliata e suffragata dai numerosi dati contenuti nella allegata relazione del responsabile della sezione porti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ingegnere Claudi Florio, s’imporrebbe quindi la costruzione urgente di una nuova e più ampia struttura, ubicata in un’area portuale situata in posizione idonea a conseguire la massima operatività, dotata delle strumentazioni e dei macchinari più aggiornati, capace di accogliere mezzi terrestri, aerei a navali, destinata all’espletamento dei complessi e distinti compiti che, per compito istituzionale, svolgono i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile.
L’ipotesi di lavoro che ci si permette di suggerire prevede che l’Amministrazione Provinciale, ai fini della realizzazione del progetto, si riservi non solo la funzione di parte attiva, che gli compete in qualità di ente proponente, ma svolga altresì un ruolo centrale di guida nella promozione del necessario coinvolgimento - pare ovvio precisarlo - dell’Autorità Portuale e del Comune di Civitavecchia, della Regione Lazio e del Ministero degli Interni e della Protezione Civile e degli altri Enti e Autorità competenti in materia. Connesso alla realizzazione del progetto è il conseguimento dell’obiettivo del passaggio del Porto di Civitavecchia ad una categoria superiore, che tra l’altro gli compete per l’importanza che ormai da anni lo scalo riveste, anche per essere faciliatata nell’adeguamento dell’organico delle forze di pronto soccorso e di protezione civile alle effettive esigenze presenti.
A tale fine è indispensabile che la Provincia preveda lo stanziamento nel prossimo bilancio di una cifra di entità tale da costituire non solo la base di partenza ma la molla indispensabile per obbligare gli altri Enti ad intervenire a loro volta con sostanziosi investimenti. Il consigliere provinciale Alvaro Balloni “
IL C.D.
Italia dei Valori Polo Civico
IDV - CIVITAVECCHIA
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