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Civitavecchia, Roma
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sabato 4 ottobre 2008

SICUREZZA AL PRIMO POSTO

Il Consigliere Provinciale ALVARO BALLONI, presidente del gruppo consiliare Italia dei Valori, ha proposto al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e agli assessori provinciali alla sicurezza e protezione civile, ai lavori pubblici, al bilancio la costruzione di una nuova e più idonea sede del corpo dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. L’iniziativa, come si può dedurre nella nota a seguire che si prega voler cortesemente pubblicizzare, si propone di far sì che la sicurezza non resti solo un oggetto di conversazione ma cominci a diventare realtà.

“Oggetto: Proposta di realizzazione in Civitavecchia di una nuova struttura da adibire a sede dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.
PREMESSA
Il corpo dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia, con sede nella caserma Fortunato Bonifazi di Porta Tarquinia, ha origini piuttosto remote, risalendo la sua fondazione al lontano anno 1871, quando la città, liberata da Nino Bixio e annessa al Regno d’Italia, elegge il suo primo sindaco, il suo primo consiglio comunale e istituisce, prima città della Provincia di Roma, il corpo cittadino dei pompieri. Si tratta di un manipolo di uomini, composto da ufficiali, graduati e semplici vigili, che ha il compito di prestare servizio di giorno e di notte “ed al teatro quando ne ricorra la circostanza”. Il potenziamento del corpo, seppur rallentato dalla scarsità delle risorse economiche dell’epoca, è però costante sia sotto il profilo organizzativo che della dotazione di speciali mezzi tecnici. Si interrompe soltanto durante la Grande Guerra in quanto molte unità di vigili si arruolano nel Genio militare per prestarvi un servizio tanto prezioso quanto apprezzato.

Nel primo dopoguerra il corpo ottiene un sostanziale rinnovamento nel personale e nelle attrezzature, che gli consente, grazie allo spirito altruistico, al senso di disciplina, allo zelo e al grado di addestramento del personale, di affrontare e vincere qualsiasi prova, svolgendo la propria opera oltre che in città anche nel vasto comprensorio. Una citazione a parte meriterebbe l’opera di soccorso prestata con slancio ed abnegazione dai pompieri durante l’ultimo conflitto mondiale, negli anni 1943/44, quando le numerose e frequenti incursioni delle fortezze volanti sulla città tirrenica procurano immani distruzioni e forti perdite di vite umane.

Nel secondo dopoguerra il corpo dei vigili, sempre numericamente inferiore alle esigenze che vanno rapidamente moltiplicandosi con la ricostruzione della città e con la ripresa delle attività economiche, portuali e ferroviarie, fa registrare un apprezzabile incremento delle capacità di intervento che gli permette di far sentir la sua immancabile presenza in qualsiasi calamità.
Soffermarci sui sinistri nei quali l’opera dei nostri vigili si è resa meritoria, sarebbe cosa lunga e difficile.
Ciò che conta evidenziare sono invece i sensibili cambiamenti intervenuti in città negli ultimi 15/20 anni, quando con notevole ritardo rispetto ai processi di espansione che hanno interessato il tessuto urbanistico civitavecchiese, anche la vocazione marinara della nostra località riprende vigore e va accentuandosi la crescita del porto. Che dotandosi di un idoneo piano regolatore e ponendosi alla guida di un network laziale che include anche Fiumicino e Gaeta, e del COMETI, un consorzio di porti che operano nel medio Tirreno, effettua le scelte decisive ai fini del suo definitivo decollo. Destina il bacino storico, opportunamente riqualificato, alle attività turistiche e ricettive, intraprende la sua marcia espansiva verso nord, sviluppa infrastrutture moderne e servizi funzionali, aumenta considerevolmente la sua attività. A seguito di una serie di accordi raggiunti con i massimi armatori mondiali aumenta le proprie capacità operative, a tal punto da proporsi come scalo leader del traffico croceristico, passeggeri e merci. Senza contare gli ulteriori obiettivi che Authority e Comune già si propongono di realizzare nel medio e lungo termine.
Oggi il porto di Civitavecchia è frequentato ogni giorno da decine di navi di ogni tipo, di tutte le dimensioni e della più diversa provenienza.
E’ assolutamente chiaro che nel malaugurato caso si verifichino delle serie emergenze che riguardino le gigantesche navi da crociera, che svettano più in alto dei palazzi, i depositi o i distributori di combustibili, gli impianti di stoccaggio delle merci, alcune di natura agroalimentare, gli oleodotti, gli elettrodotti, gli impianti elettrici e navali, gli automezzi pesanti, emergerebbe l’impossibilità da parte dei servizi tecnico-nautici del porto di provvedere con l’efficacia e la velocità necessarie a risolvere tali situazioni e a scongiurare i pericoli di estensione delle calamità alla stessa città.
Per non parlare dei potenziali pericoli costituiti dalle due centrali termoelettriche che funzionano nella parte nord di Civitavecchia, vicino all’area portuale: la centrale Enel, recentemente convertita a carbone, di Torre Valdaliga Nord e la Tirreno Power, funzionante parte a ciclo combinato e parte ad olio combustibile/gas, di Torre Valdaliga Sud, che complessivamente rappresentano la più grande concentrazione di centrali termiche d’Europa. E’ facile comprendere che l’alimentazione degli impianti comporta una enorme movimentazione di combustibile, trasferito tramite naviglio e automezzi, e un perenne acuirsi dei rischi connessi al relativo funzionamento.

Senza considerare i pericoli insiti nelle operazioni di funzionamento degli estesi deposti costieri di carburante.

Proposta
Il quadro sinteticamente riportato sembra sufficiente a comprovare la necessità di provvedere, con la sollecitudine suggerita dalle preoccupanti carenze presenti sul fronte della sicurezza, all’adeguamento delle strutture relative ai servizi di prevenzione dei rischi, di salvaguardia di persone, animali e cose, di pronto soccorso e di protezione civile alle nuove necessità del porto e della città di Civitavecchia.
E’ assolutamente chiara l’impossibilità di far fronte con un semplice distaccamento, guidato seppure con perizia e dedizione indiscutibili da un brigadiere, a situazioni di pericolo della dimensione di quelle menzionate, delle quali, ovviamente, s’impone una verifica sistematica demandata alle autorità competenti.
Per la conoscenza che il sottoscritto proponente ha della situazione locale, ampliata e suffragata dai numerosi dati contenuti nella allegata relazione del responsabile della sezione porti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma ingegnere Claudi Florio, s’imporrebbe quindi la costruzione urgente di una nuova e più ampia struttura, ubicata in un’area portuale situata in posizione idonea a conseguire la massima operatività, dotata delle strumentazioni e dei macchinari più aggiornati, capace di accogliere mezzi terrestri, aerei a navali, destinata all’espletamento dei complessi e distinti compiti che, per compito istituzionale, svolgono i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile.
L’ipotesi di lavoro che ci si permette di suggerire prevede che l’Amministrazione Provinciale, ai fini della realizzazione del progetto, si riservi non solo la funzione di parte attiva, che gli compete in qualità di ente proponente, ma svolga altresì un ruolo centrale di guida nella promozione del necessario coinvolgimento - pare ovvio precisarlo - dell’Autorità Portuale e del Comune di Civitavecchia, della Regione Lazio e del Ministero degli Interni e della Protezione Civile e degli altri Enti e Autorità competenti in materia. Connesso alla realizzazione del progetto è il conseguimento dell’obiettivo del passaggio del Porto di Civitavecchia ad una categoria superiore, che tra l’altro gli compete per l’importanza che ormai da anni lo scalo riveste, anche per essere faciliatata nell’adeguamento dell’organico delle forze di pronto soccorso e di protezione civile alle effettive esigenze presenti.
A tale fine è indispensabile che la Provincia preveda lo stanziamento nel prossimo bilancio di una cifra di entità tale da costituire non solo la base di partenza ma la molla indispensabile per obbligare gli altri Enti ad intervenire a loro volta con sostanziosi investimenti. Il consigliere provinciale Alvaro Balloni “
IL C.D.
Italia dei Valori Polo Civico

IDV - CIVITAVECCHIA

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